Intermed Onlus si occupa di ozonoterapia dal 2006, anno in cui veniamo in contatto col dr. Antonio Galoforo che per primo aveva portato la apparecchiatura dell’ozono per curare l’ulcera di Buruli in Africa.

Da allora, in collaborazione con l’Istituto di Anatomia patologica dell’Università di Brescia, abbiamo cercato di dimostrare a livello istologico e molecolare che l’ozono è in grado di uccidere il batterio responsabile della malattia di Buruli, considerata una specie di lebbra. Gli studi sul micolattone, gia’ effettuati dal dr. Galoforo in collaborazione con la dr.ssa Dosso dell’Istituto Pasteur di Abidjan, avevano dato risultati estremamente positivi. E dopo sette anni di lavoro siamo riusciti a dimostrare che l’ozonoterapia a determinate concentrazioni è in grado di debellare il Mycobacterium ulcerans, responsabile di questa patologia.

Mancava solo la convalida a livello istologico. Così, in collaborazione con il dr. Grigolato, i tecnici di laboratorio Osvaldo Martelli e Moris Cadei, le biologhe Luisa Benerini e Piera Balzarini, abbiamo analizzato i campioni prelevati dai pazienti, applicato la colorazione di Ziehl Nielsen e convalidato con P.C.R. (Polymerase Chain Reaction), ottenendo la scomparsa del Mycobacterium dopo 2 settimane di terapie con ozono.

Tale ricerca, condotta con Alma Izzo e Maria Letizia Iabichella, rappresenta un input per i colleghi medici africani ad utilizzare questa metodica, che principalmente:

– permette di curare le piaga del Burli in modo semplice;

– aiuta a ridurre o evitare il dolore tipico del “curettage chirurgico”;

– riduce le complicanze dovute a detrazioni cicatriziali e l’impotenza funzionale;

– induce un miglioramento dell’impatto sociale della malattia, sia perchè non è dolorosa sia per il basso costo.

Quindi, l’ozono favorisce la cicatrizzazione e, grazie al suo potere battericida e virus statico, è in grado di ridurre il pericolo di sovra infezioni. Inoltre, accelera il processo di guarigione di ferite da arma da fuoco, di piaghe da decubito, di ulcere diabetiche o su base vascolare. Infine, l’ozonoterapia non provoca dolore ed è quindi ben tollerata dai pazienti.

L’esito della ricerca di Intermed è stato pubblicato sul British Medical Journal, una delle riviste scientifiche più prestigiose al mondo.