Missione in Nepal

Dopo il terremoto che ha devastato il Nepal nel 2015 e che si è portato via 10.000 vite, lo staff di Intermed, composto da tre medici, si è recato a Katmandu dove ha prestato servizio presso il Man Mohan Memorial Hospital.
Questo ospedale, non avendo subito i danni strutturali che, invece, avevano colpito interi quartieri,
ha ospitato molto pazienti affetti da fratture da schiacciamento, tipiche degli eventi sismici.
Intermed ha aperto il primo ambulatorio di ozono terapia a Katmandu, curando i feriti e facendo training al personale medico nepalese. La apparecchiatura della ditta Medica di Bologna si è rivelata ottima e, per il 2016, è previsto uno stage dei medici nepalesi in Italia presso la casa di cura San Camillo con la dr.ssa Alma Izzo e presso il centro di ozono terapia “Oberdan” con il dr. Matteo Bonetti.

Giulia Fraccarolo e Alice Filippini – Tesi sull’HPV

Tesi HPV

Intermed onlus ringrazia Giulia Fraccarolo e Alice Filippini, insieme alla dottoressa Gambino del reparto di ostetricia e ginecologia dell’Ospedale Civile di Brescia. Giulia e Alice si sono laureate in ostetricia con una tesi sull’HPV di cui una parte è stata svolta in Burkina Faso presso il centro di salute delle suore Figlie di San Camillo. A loro facciamo i nostri migliori auguri.

Madagascar: lebbra e ozono per guarire?

Il punto di domanda è necessario, perchè non siamo sicuri che l’ozono sia efficace contro il bacillo di Hansen responsabile della lebbra,endemica di alcune zone del Madagascar. Con Camilla e Luca Papetti, quest’anno, abbiamo visitato il lebbrosario annesso al St. Damien, ad Ambanja.
Abbiamo eseguito prelievi di tessuti da piaghe di lebbrosi, pazienti abituali del centro di Ambanja che fa capo al “Raoul Follereau” di Antananarivo.
Il progetto prosegue.
Noi non ci fermiamo.

Nigeria: isola di Igbedor su fiume Niger

La missione dei medici di Intermed in questo villaggio sperduto e travolto dalle piene improvvise del fiume Niger, è prevista per gennaio 2016.
Dopo colloquio con le colleghe dermatologhe di Sant’Anna che sostengono la missione di una suora meravigliosa che, da anni, si occupa degli abitanti di Igbedor, Intermed ha deciso di fare una missione di valutazione in loco.
La missione prevede una ricognizione sul territorio e una analisi dei bisogni.
La situazione sanitaria, molto carente, ci ha indotto a recarci in loco per dare una mano a questa suora che lotta senza tregua contro malaria, tifo, morbillo, parassitosi, in un luogo dimenticato anche dalle autorità locali.

Madagascar: con via etica e padre Stefano verso il futuro

Quando il dr. Marco Capretti mi disse che si poteva fare qualcosa per padre Stefano Scaringella, medico e direttore sanitario dell’Hopital St. Damien di Ambanja (Ankifi), mi sono entusiasmata.
Il dr. Capretti, con ViaEtica onlus, ha portato, in collaborazione con la facoltà di ingegneria di Brescia, dei prototipi di stufe e di mezzi eolici per migliorare le condizioni di vita quotidiana, soprattutto delle donne dei villaggi malgasci, costrette a fare chilometri per racimolare legna per cucinare o per prelevare acqua da pozzi lontani.
La lolla, residuo della brillatura del riso, può essere usata come combustibile per la stufa progettata dagli studenti di ingegneria. Una stufa semplice e di basso costo, abbordabile a tutte le fasce della popolazione. Ma non è finita: ora non si combatte più contro i mulini a vento. Ora si utilizzerà l’energia eolica per i “veri” mulini che sono previsti nel prossimo progetto di Via Etica onlus ad Antananarivo.
Tutti coloro che collaborano con padre Stefano, tanti amici bresciani che inviano containers con apparecchiature per l’ospedale e per l’orfanotrofio, tutte queste persone che credono e vogliono fare qualcosa, sono la base solida per affrontare qualunque progetto. Anche il più incredibile!

Dal Benin all’OMS: storia di un successo

In Benin abbiamo inviato un conta globuli per il laboratorio di Zinviè, dove collaboriamo con le suore camilliane per sostenere i pazienti affetti da ulcera di Buruli.
La collaborazione con il dr. Olivier, chirurgo dell’Hopital La Croix dove ci recammo per la prima volta con Marco Preti, per filmare i terribili esiti dell’ulcera di Buruli, continua.
Insieme alla dr.ssa Iabichella abbiamo lavorato con il dr. Olivier su più i 200 casi di Buruli trattati sia chirurgicamente che con ozono terapia.
La pubblicazione dei nostri lavori su riviste internazionali, ( British Medical Journal, Austin,ecc.), ci ha permesso di avere un rapporto continuativo con l’organizzazione mondiale della sanità con cui collaboriamo.
Pensiamo che sia la continuità a creare i risultati: la ricerca, fatta in modo corretto, può davvero salvare vite.
Perciò un grazie di cuore ai ricercatori che collaborano con Intermed e ne sostengono, scientificamente, le intuizioni!

Missione Ziniaré – Burkina Faso: un progetto presentato a Expo 2015

Nel villaggio di Ziniaré, dove le suore camilliane hanno deciso di realizzare un centro di salute materno infantile, da anni stiamo cercando l’acqua.
Finalmente abbiamo trovato l’acqua dopo quattro anni di sondaggi ( e di spese di perforazione)!
E’ stato anche eseguitol’allacciamento all’acquedotto locale che ci permetterà di avere più tranquillità per quanto riguarda l’approvvigionamento idrico, ma il pozzo che stiamo costruendo sarà il perno intorno a cui ruoterà il centro malnutriti e l’orto che, con Massimo Anelli e Enrica Agosti di Slow Food, stiamo per iniziare.
Tale progetto, presentato a Expo in Luglio 2015, ha avuto forte eco anche presso i produttori di biochar (carbonio residuato da pirolisi di arbusti vergini e che può essere utilizzato come ammendante dei terreni) e presso alcuni esponenti del CNR che ci hanno consigliato alcune colture utili nei terreni aridi.
L’orto di Ziniaré produrrà leguminose, arachidi e miglio per preparare la “misola”, una farina arricchita che sostiene i bambini affetti da malnutrizione.

Ulcera di Buruli in Costa d’Avorio

Stiamo allestendo un altro laboratorio presso l’ospedale “Luigi Tezza” di Kokumbo, a 300 km da Abidjan, dopo che, con il tecnico Osvaldo Martelli e Lodovico Coluzzi, è stata eseguita una missione di valutazione dello stato attuale di conoscenze dei tecnici locali.
Sarà necessario inviare un altro contaglobuli e organizzare una missione per il training al personale paramedico che lavora in laboratorio.
Inoltre dovremo acquistare un’altra apparecchiatura per l’ozono terapia, poiché sono sempre in crescendo i pazienti affetti da ulcera di Buruli, patologia dovuta a un micobatterio simile alla lebbra. I nostri medici ed ingegneri, Alma e Tafferel, si sono dichiarati disponibili a installare in loco la apparecchiatura e ad eseguire il training necessario al personale locale
Il batterio responsabile del Buruli contagia i pazienti attraverso il morso di un insetto presente nelle lagune ivoriane. Ne vengono a contatto i pescatori e i bambini che fanno il bagno in tali zone. La percentuale di pazienti colpiti ogni anno dal Buruli è alta.
Non è possibile, a causa della vastità del territorio, fare bonifiche nelle zone lagunari.
La prevenzione resta importantissima, insieme alla conoscenza degli stadi della malattia .
Le nozioni riguardo a questa patologia vengono attualmentefornite anche nelle scuole, attraverso audiovisivi o tramite personale paramedico che tiene stages alla collettività.

SIRIA: storia di una guerra infinita

Dopo la nostra ultima missione con il dr. Abdul Kader Ajam, siamo restati in contatto con i colleghi medici siriani a cui Intermed aveva portato tre apparecchiature per l’ozono terapia. Ci dicono che servirebbero altre apparecchiature per l’ozono per curare le numerose ferite da guerra provocate da proiettili e mine che, purtroppo non colpiscono solo i militari, ma anche i civili.
Questi ultimi, ormai, sono tra il fuoco di Assad e quello dell’Isis, oltre che i bombardamenti cielo terra da parte di russi e americani.
La situazione è gravissima e cercheremo di aiutare ancora, se possibile, i colleghi siriani.