A pochi, anzi pochissimi, il nome Diane Rwigara dirà qualcosa. Ma per quelli che ancora sperano e vogliono la pace in Ruanda questo nome è tutto.
Diane è colei che si è apertamente schierata contro la dittatura del presidente Kagame, prima dichiarando pubblicamente le sue atrocità, fondando il suo movimento per i diritti umani e, in seguito, candidandosi alla presidenza in occasione delle elezioni dell’agosto 2017. Inutile dire come ogni suo tentativo di dimostrare la colpevolezza del presidente sia stato soffocato e represso, e come la sua candidatura sia stata ostacolata e infangata… Ciononostante, è riuscita a raggiungere un obiettivo altrettanto importante: creare speranza.
Ma si sa, dove non si vuole che ci sia speranza, questa non può esistere. Così, e col nostro breve racconto arriviamo ad oggi, è stata costretta a rinchiudersi in casa per giorni con la sua famiglia, in manette, finché la polizia ha “gentilmente” violato il suo domicilio e altrettanto “gentilmente” l’ha prelevata e portata via. Dove? Nessuno lo sa…

Le domande che sorgono potrebbero essere infinite… Chi libererà i Ruandesi? Chi potrà aiutare il Ruanda a conquistare i più banali diritti umani? Quanti sequestri saranno ancora necessari? Chi solleverà i Ruandesi da questa perenne spirale di paura? O ancora, perchè la stampa mondiale e i giornalisti ignorano tutto questo? Perché erano presenti al sequestro, ma non hanno sollevato nessun caso internazionale? Fino a quando il mondo sarà tenuto all’oscuro?
E la cosa triste è che la risposta è la stessa che abbiamo dato sopra… Nessuno lo sa….

A seguire, ciò che possiamo offrire a supporto di quanto detto: video e testimonianze di quanto accaduto, e un solo articolo pubblicato da Repubblica di cui forniamo il link. I primi sono in lingua autoctona, ma le immagini non sono mai state così potenti. A breve, riusciremo a dare un estratto di quanto viene detto nel primo video, registrato in occasione della presentazione del movimento di Diane.

http://www.repubblica.it/esteri/2017/09/01/news/diane_rwigara_ruanda_scomparsa_kagame-174397011/

Ecco alcuni dei passaggi salienti:
“Nel nostro Paese dovrebbero occuparsi di risolvere i problemi legati alla fame e alla povertà, invece di perdere tempo e soldi inventando che io ho falsificato il numero di firme per impedirmi di partecipare alle elezioni… Chiedevano 600 firme e io ne ho presentate quasi il doppio…”.
“…Quello che posso dirvi è che la libertà non deve essere chiesta, ma deve essere difesa. E anche se sapevo che la libertà non si chiede, ho iniziato domandandovi di essere testimoni di tutto questo. Perciò, vorrei che foste testimoni anche di questa iniziativa per difendere la pace…”.
“La tranquillità della popolazione e dei loro beni è il dovere di ogni governo. Nessuno è nato con il diritto di comandare da solo, un paese si costruisce con i pensieri e le idee di tante persone: una pietra sola non può costruire una casa, così dicono i Ruandesi!”.
“Per Kagame o sei con lui e per lui, oppure muori. Anche la polizia è obbligata a fare ciò che vuole e dice, se no vengono uccisi…”.

A seguire, due video del sequestro.